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TRIGGER POINT

2026-02-13 19:56

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RIABILITAZIONE,

TRIGGER POINT

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Un Trigger Point è un’area di ipersensibilità muscolare che si sviluppa in seguito a contratture localizzate, coinvolgendo piccole porzioni di tessuto muscolare e la fascia circostante. Clinicamente si manifesta come un nodulo palpabile dolente, inserito all’interno di una banda muscolare tesa.

Sebbene il dolore sia inizialmente localizzato nella zona del trigger point, spesso può irradiarsi verso aree anche distanti dal punto di origine (dolore riferito). 

La contrattura muscolare e la tensione fasciale associate possono limitare il normale movimento, ridurre l’elasticità del tessuto e compromettere la funzionalità articolare.

I trigger points si formano a causa di un disfunzionamento neuromuscolare che determina la contrazione persistente di un gruppo di fibre muscolari. 

Questo fenomeno è legato a un rilascio anomalo di acetilcolina dalle terminazioni nervose motorie neurotrasmettitore responsabile della trasmissione dell’impulso nervoso che induce la contrazione muscolare. 

Nei trigger points, l’acetilcolina viene rilasciata in modo eccessivo e continuo, provocando una contrazione costante delle fibre coinvolte.

La contrazione persistente ostacola una corretta circolazione sanguigna nell’area interessata, determinando ischemia locale. Ne consegue un accumulo di metaboliti, come il lattato, che non vengono smaltiti efficacemente, associato a una riduzione dell’apporto di ossigeno. 

Questo ambiente metabolico alterato contribuisce al mantenimento del dolore e della disfunzione.

I fattori che possono favorire l’iperattività dei motoneuroni e la formazione dei trigger points includono: vizi posturali, sovraccarico muscolare, microtraumi ripetuti,,stress psico-fisico, squilibri metabolici.

Il trattamento dei trigger points mira a ridurre la contrattura muscolare, alleviare il dolore e ripristinare la normale funzionalità del muscolo.

Oltre alla terapia farmacologica (antinfiammatori e analgesici), possono essere integrate diverse tecniche terapeutiche, tra cui: tecniche di rilascio miofasciale, finalizzate a ridurre la tensione della fascia e a ristabilire l’equilibrio muscolare, migliorando la circolazione locale, terapia manuale e stretching specifico, terapie fisiche termoinducenti come Laser, Tecar, Ipertermia Radar, che favoriscono l’aumento del flusso ematico e il rilassamento muscolare.