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SPALLA CONGELATA

2026-02-13 19:03

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RIABILITAZIONE,

SPALLA CONGELATA

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Questa patologia comunemente detta “frozen shoulder”, spalla congelata, affligge i pazienti con una grave perdita della mobilità della spalla e dolore acuto, ma purtroppo agli esami radiografici risulta tutto normale.

I pazienti in fase acuta presentano una restrizione dolorosa della mobilità sia attiva che passiva e/o con una perdita globale dell’articolarità della spalla in tutti i piani.              

In effetti questo accade con l’insorgere di aderenze alla capsula dell’articolazione Gleno-Omerale, che limitano il volume dello spazio articolare; a finale possiamo definirla una spalla rigida idiopatica, caratterizzata da una significativa restrizione della motilità attiva e passiva, che subentra in assenza di anomalie conosciute.                                                                 

La capsulite adesiva è caratterizzata da tre stadi e la durata di ogni stadio è variabile :

                          

il 1° stadio dura circa 3-6 mesi, detta fase di congelamento, nella quale si presenta più dolore la notte e durante l’attività e poi si associa a un senso di malessere che si irradia all’arto, successivamente con il progredire dei sintomi, sono sempre più limitate le posizioni confortevoli dell’arto, si tende a tenere l’arto in intrarotazione e adduzione;     

                                              

il 2°stadio dura circa 3-16 mesi, detta fase di rigidità progressiva, nella quale il dolore a riposo si riduce, lasciando una spalla che ha limitazioni di movimento in tutti i piani e le attività della vita quotidiana diventano gravemente limitate (difficoltà a raggiungere la tasca posteriore del pantalone, allacciare il reggiseno, pettinarsi, lavare la spalla opposta);                        

il 3°stadio dura circa 3-6 mesi, detta fase di risoluzione, caratterizzato da una lenta ripresa del movimento. 

 

Un trattamento di fisioterapia con manipolazioni e sedute con : Tecar, Laser, Magneto, Ipertermia, Radar, Ultrasuoni, Tens, può accelerare molto i tempi di recupero.